Perchè Giuseppe Savani, semplicemente, lo merita e la città di Carpi ed i suoi concittadini glielo devono per essere stato, a cavallo dei secoli XIX e XX, per quarant'anni animatore e punto di riferimento della vita culturale e musicale carpigiana.
Perchè il suo non si riduca ad un nome sullo stradario cittadino, o poco più, ad un accenno sui libri di storia locale, a qualche parziale ed estemporanea incursione nella sua vita e nella sua arte.
Perchè il grande, partecipato appuntamento con la musica di Giuseppe Savani, che si ripete da oltre un secolo il Sabato Santo, non sia una stella solitaria nel cielo o, peggio, una meteora che illumina per un istante il buio della indifferenza.
Per conoscere, finalmente, l'uomo Giuseppe Savani, il cittadino, il credente, il multiforme musicista (organista, violinista, compositore, preparatore e direttore, per oltre un ventennio, dei Cori nella stagione lirica del Teatro Comunale), direttore della Scuola di Musica e, per breve tempo, della Banda cittadina, nonchè Maestro di Cappella in Cattedrale per 40 anni.
Conoscere e comprendere la sua parabola umana, i suoi successi ed il declino.
Con grande gioia abbiamo visto in questi mesi venire accolta, in modo entusiasta, l'idea sgorgata dalla passione e dalla competenza del Maestro Andrea Beltrami, da parte delle Autorità cittadine (Sindaco ed Assessore alle politiche culturali), di S. Ecc. Mons. Vescovo, della Fondazione Cassa Risparmio di Carpi e di tanti amici che hanno consigliato, approvato e sostenuto il progetto di questo 150° della nascita di Giuseppe Savani.
La Corale Giovanni Pierluigi da Palestrina di Carpi vuole offrirgli, dunque,quel tributo che merita: richiamare e risvegliare la coscienza della comunità carpigiana perchè si renda conto di aver avuto il privilegio di dare i natali e di continuare a beneficiare dell'arte di un cittadino davvero unico.
Perchè, anche se sono passati ben ottantacinque anni dalla sua morte, ripariamo a quella indifferenza o peggio, a quella cattiveria con la quale lo accoglievano, vecchio, malato e stanco, nella sala semibuia del cinematografo, lanciandogli monetine.
Perchè quell'alba del 25 maggio 1920 in cui fu accompagnato dalle due donne che lo adoravano (la moglie Giannetta e la figlia Ero) e da pochissimi amici a riposare nella pace eterna della tomba nell'ala sud del locale Cimitero si riempia della nostra presenza e della nostra riconoscenza.
Perchè noi non facciamo come quei curiosi accorsi, i quali "risero e non capirono" - secondo la testimonianza dell'amico Alfredo Bocchi - allo scoppio di quei petardi e di quei razzi colorati che gli amici superstiti lanciarono al tramonto per avvertire i carpigiani, come aveva voluto Giuseppe Savani stesso sul letto di morte, dicendo "cosė tutti apprenderanno ufficialmente la scomparsa di una figura ormai ingombrante"; noi oggi capiamo e lo piangiamo, il nostro grande Giuseppe Savani. E gli siamo grati per il dono della sua vita e della sua arte.
Le manifestazioni sono state realizzate grazie all'intervento finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e alla collaborazione e sostegno dell'Amministrazione Comunale di Carpi, in particolare dell'Assessorato alla Cultura e si sono articolate come segue:
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