A Giovanni Pierluigi da Palestrina siamo debitori del nome, e già questo non è poco per un coro amatoriale che nello studio e nel canto spende il proprio tempo libero e non di rado ne ruba anche alle proprie attività!
Giovanni, primogenito di Sante, nasce a Palestrina verso la fine del 1525 (per alcuni, ai primi del 1526) da una famiglia benestante che ha anche la fama di essere onesta.
In onore del padre, Sante aggiunge al nome del primogenito, Giovanni quello del padre, Pierluisci. Ben presto modificato in Pierluigi. Ed il piccolo Giovanni Pierluigi si recherà a Roma per cantare in una cappella romana: è il 1537.
Comincia la sua avventura umana e musicale, la quale si svolgerà tutta a Roma, anche se ad un certo momento della propria vita sente l'impulso di nuove esperienze fuori dell'Italia, ma non se ne farà nulla. La sua fama si diffonderà così in fretta e si consoliderà tanto da indicarlo semplicemente con il nome della sua cittadina di nascita: Palestrina.
Nel 1547, il 12 luglio, sposa Lucrezia Gori e nel 1549 gli nasce il primo figlio, Rodolfo; nel 1551 nascerà il secondo, Angelo.
Nel 1554 pubblica il suo primo Libro di Messe.
Nel 1572 muore il figlio Rodolfo; nel 1575 anche Angelo lo segue e nel 1580 scompare anche la moglie Lucrezia.
Nel 1581 sposa la vedova Virginia Dormili e, grazie anche alle ricchezze portate in dote dalla moglie, può dedicarsi completamente alla composizione e saranno gli anni più fecondi.
Per tentare una sintesi delle sue opere, ricordiamo che ha scritto 103 Messe, fra le quali la più nota è sicuramente la Missa Papae Marcelli; ha composto una moltitudine di mottetti sacri (a 4, 5, 6, 7, 8 voci) raccolti in non meno di 7 libri; madrigali sacri (2 libri pubblicati); 16 Magnificat e 68 Offertori, un volume di Inni, una raccolta di Lamentazioni e, in gioventù, anche una raccolta di madrigali profani.
Già i contemporanei, consci della grandezza di Giovanni Pierluigi, lo indicheranno semplicemente come IL PALESTRINA e gli riserveranno il titolo di Principe della musica. Nello scegliere il suo nome, la Corale si è indicata una strada ed un modello musicale fra i più eccelsi e "difficili" ed il nostro impegno costante è quello di attingere quanto possibile alla sua grandezza.
A lui rendiamo omaggio praticamente in ogni nostro concerto e nostra esecuzione; in repertorio abbiamo diversi suoi mottetti e ad alcuni (quali O bone Jesu, Alma Redemptoris Mater, O memoriale, O Domine Jesu Christe, Jesu Rex Admirabilis) siamo particolarmente affezionati.
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